Il Velo Nuziale

Creazioni sartoriali esclusive Chérie Couture

 

Manuela Aglietti stilista dell’atelier Chérie Couture abiti da sposa e sposo a Roma, ama definire il velo come “la cornice dell’abito da sposa”.

Il velo è quell’accessorio che, sopratutto, conferisce all’abito importanza ed eleganza.

Non ci sono regole per la scelta del velo da indossare purché sia in assoluta armonia col vestito.

Spesso, sento ragazze che mi dicono: …“Sono troppo bassa non posso indossare un velo lungo”… oppure, nel caso di matrimoni con rito civile …“Non sposo in chiesa e quindi non posso mettere il velo”…

A mio avviso, non è così!

L’unica regola da rispettare è l’eleganza, l’armonia del tutto.

Lo stesso abito, indossato da due persone diverse, può “chiamare” o meno il velo.

Questo a dimostrazione del fatto che è la personalità e il carisma di chi indossa l’abito a determinare le scelte da fare, le “regole” da seguire.

La sfida a cui vengo chiamata ogni volta, è proprio questa: capire ognuna di voi, interpretarvi, e, alla fine, operare insieme la scelta più giusta, dettata dal buon gusto, dalla semplicità e dalla voglia di apparire attraverso la comprensione dell’essere.

Può sembrare complicato, ma è il modo migliore perché il risultato finale sia impeccabile!

Per soddisfare la vostra curiosità ecco alcune informazioni e macro categorie dei veli:

Velo corto

Arriva massimo a metà schiena e, solitamente, conferisce un aspetto meno rigoroso al tutto, soprattutto più frizzante.

Velo lungo

Deve poggiare per terra e superare di almeno 50/60 cm la coda dell’abito, per permettere che entrambi si distinguano bene durante la camminata verso l’altare.

Velo con calata

Può essere sia lungo che corto, e prevede una “calata” dello stesso di fronte al viso.

Solitamente è sceso, “calato”  fino al passaggio, in chiesa, dal papà al futuro coniuge, è qui che la sposa viene “svelata” cioè passa dalla famiglia di origine alla nuova famiglia.

Questo il significato simbolico del velo.

Velo di pizzo

Sicuramente il velo più bon-ton che esista.

Può essere lungo o anche nella versione mantilla, sicuramente più retrò ma da escludere, a mio avviso, per riti civili.

Le prime tre categorie possono essere variate ulteriormente in base al tipo di orlatura/rifinitura che si sceglie.

C’è ad esempio il bordino in raso più o meno alto, o la codina di topo, oppure l’orlatura chiamata “birillino” che conferisce un aspetto più “mosso” al velo.

Un altro modo per rifinire il velo è quello di ricamarlo a mano o, per renderlo ancor più prezioso, si può scegliere di applicare un bordo di pizzo lungo tutto l’orlo, ovviamente rispettando sempre lo stile e il mood dell’abito scelto.

Un po’ di storia

Il velo nuziale affonda le sue radici nella storia.

Le giovani donne Romane indossavano il ” Flammeum”, un velo leggerissimo di buon auspicio da indossare durante il rito.

Nel Medioevo il suo significato cambia, i matrimoni erano combinati per cui il velo era spesso e doveva servire a nascondere il volto della sposa fino al momento in cui i riti di celebrazione fossero conclusi, a questo punto la sposa poteva rivelarsi al marito.

Nel XX secolo il suo significato cambia progressivamente ed il velo diventa ‘l’accessorio’, si allunga ed accorcia seguendo le mode perdendo il significato che proveniva dalla tradizione.

Per un decennio, a partire dagli anni 80, viene addirittura eliminato dando maggiore spazio alla creatività delle acconciature.

Negli ultimi anni invece il velo torna prepotente nelle sue diverse declinazioni dettate dalla moda e dalle tendenze.

Ecco una galleria di foto dove desidero farvi osservare l’effetto scenico di un velo Chérie Couture in alcune delle nostre spose che lo hanno scelto.